TEATRO STUDIO

(Via Sorio,116 - Padova)

da gennaio inizia la nuova stagione teatrale

SEGNALAZIONI:

non perdete lo spettacolo

"MIO PADRE"

12 febbraio ore 21.00

in programmazione nella stagione teatrale del Teatro Giardino
di S. Giorgio delle Pertiche (PD)

per informazioni sul teatro clicca qui (oppure vai al sito www.arteven.it e cerca lo spettacolo MIO PADRE)

LO SPETTACOLO:

regia Pierantonio Rizzato e Silvia Collazuol
interpreti: Pierantonio Rizzato, Giancarlo Biancotto e Lorenzo Rizzato
elaborazione del testo a cura di Pierantonio Rizzato e Giancarlo Biancotto
musiche in scena a cura di: Massimiliano Biolo: voce, chitarra,
Giovanni Binato: chitarra, loops, Riccardo Loriggiola: basso

assistente alla regia Nina Teso
scena e costumi Mirko Longo e Marta Pacchione coordinati da Silvia Collazuol direzione tecnica Renato Menegotto
luci a cura di Jorge

“….mio nonno aveva una bella voce. Tenore irlandese.
Bella. Un tipo troppo duro e militaresco per occuparsi del
suo talento e di quello del figlio. Vorrei che fosse andata
diversamente. Vi amo stronzi bastardi….
Con un padre come quello, non sorprende che Tim
avesse paura di tornare da me. Paura di essere mio padre…”

Jeff Buckley, dal diario, 9 agosto 1995

A questo progetto teatrale, che nasce anche dal desiderio di ricordare due tra i più grandi scrittori della letteratura moderna americana, non è essenziale la rappresentazione dei “personaggi” che evoca, ma piuttosto il lavoro sullo sguardo, sulla prospettiva.
Citando E. Trevi, l’avvicinamento di Fante e Roth al “mondo” dei loro padri avviene attraverso dei veri e propri “romanzi dei figli”, spacciati per “romanzi dei padri”.
Anche a noi interessa di più lo sguardo disincantato di un figlio che raggiunta attraverso l’età, o le esperienze, una sorta di distanza affettiva, racconta il proprio padre e rielabora la propria vita in una nuova prospettiva.
Roth e Fante al di là della modalità di indagine introspettiva e rielaborativa, trattano il confronto con la figura paterna in modi completamente diversi: più amorevole e comprensivo il primo, più ironico e critico il secondo.
Ma è stato anche attraverso un “terzo occhio”, musicale, che si è concretizzata la drammaturgia dello spettacolo: la storia dei due grandi cantanti e musicisti Tim e Jeff Buckley; un padre e un figlio che a malapena si erano conosciuti, uniti da un terribile destino comune. Un rapporto mancato, inconsistente, che aveva segnato indelebilmente la vita di Jeff, tanto da farlo “….soffrire per gli errori commessi dal padre…”.
Non solo un omaggio a due grandi scrittori, quindi, ma soprattutto un tentativo di raccontare una fase della nostra vita che ci mette a diretto confronto con noi stessi, la nostra famiglia, i nostri padri, i nostri figli.
E’ un confronto lucido, distaccato, che suscita sentimenti e suggerisce nuove prospettive, che ci offre l’opportunità di una rielaborazione della “memoria familiare”, di confrontarci con noi stessi, con quello che siamo e forse con quello che saremo.
Tre drammaturgie che utilizzano modalità di rappresentazione differenti, ognuna caratteristica del racconto che descrive; tre esperimenti di linguaggio che si intrecciano e si fondono per raccontare, in fondo, un’unica storia: quella di un figlio e del proprio padre.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

E' iniziata l'avventura per gli amici di voxcompany. Se volete leggere il comunicato stampa
cliccate qui